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Pesca nelle acque interne

28-03-2017

Nuova Legge Regionale anti bracconaggio

 

La Regione ha modificato la legge Regionale n.11 del 2012 "Tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dall’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne", introducendo misure decisamente più severe in tema di bracconaggio ittico.

La nuova legge, entrata in vigore dal 21 marzo, adegua la legislazione regionale in materia al nuovo assetto istituzionale introdotto con la legge n. 13/2015, che ha assegnato alla Regione le funzioni di programmazione, pianificazione e anche quelle meramente amministrative, lasciando alla competenza delle Province le attività di controllo, vigilanza e l’applicazione delle sanzioni.
Vengono colti anche aspetti illeciti non direttamente collegati all'atto della pesca, come il divieto di trasporto del pesce in orari notturni o il divieto di trasportare, scambiare e vendere pesci, anfibi e crostacei autoctoni di acqua dolce vivi, unitamente all'inasprimento delle sanzioni contro tutti quei comportamenti diretti ed indiretti che sostengono la pesca di frodo.

I trasgressori rischiano sanzioni esemplari che, nei casi più gravi sono di natura penale con denuncia all'autorità giudiziaria per chi pesca, detiene, trasborda, sbarca, trasporta e commercializza esemplari di cui non è consentita la cattura, per chi stordisce, uccide, cattura fauna ittica con esplosivi, con la corrente elettrica o con sostanze tossiche o anestetiche o per chi pesca provocando l'asciutta anche parziale del corso d'acqua.
Oltre all'inasprimento delle sanzioni, la novità più importante introdotta è sicuramente il sequestro del pescato e delle attrezzature utilizzate, nonché dei mezzi di trasporto ed eventuali imbarcazioni utilizzate.

La pesca di frodo nelle acque interne avviene spesso con metodi illegali, violenti e altamente impattanti, come l’uso di sostanze inquinanti o anestetiche, scariche elettriche, o con reti o mezzi di enormi dimensioni o utilizzando modalità e strumenti ad altissima capacità di cattura. Tale fenomeno sta quindi provocando il progressivo depauperamento del patrimonio ittico, con grave danno per l’intero l’ecosistema.
Con il rafforzamento delle misure repressive contenute nella nuova legge regionale, in sinergia con le norme che contrastano il bracconaggio ittico nelle acque interne, si intende fornire alle forze dell'ordine, impegnate nel contrasto strumenti potenti e decisamente efficaci per contrastare i predoni dei corsi d’acqua e delle Valli e puntare ad estirpare il fenomeno del bracconaggio ittico.